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A questa interrogazione sono stati invitati a rispondere i Ministri dell'ambiente
e della tutela del territorio e delle Infrastrutture
- Risultando
all'interrogante che:
con ordinanza
del Presidente del Consiglio dei ministri del 22 settembre 2004 n. 3377,
sono state emanate disposizioni straordinarie per lo svolgimento della
pre-regata della trentaduesima Coppa America, svoltasi a Trapani nell'ottobre
2005;
l'11 novembre
2004 l'Autorità portuale di Trapani ha conseguentemente bandito
l'appalto per i "Lavori di completamento delle opere foranee - primo
stralcio funzionale e di costruzione delle banchine a ponente dello sporgente
Ronciglio" dell'importo di oltre 46 milioni di euro, senza attendere
le autorizzazioni di legge per gli aspetti di compatibilità ambientale;
il 6 gennaio
2005 i lavori sono stati aggiudicati dall'Autorità portuale di
Trapani ad un raggruppamento di imprese con capofila la "Società
Italiana Dragaggi spa", nonostante i divieti di legge che non consentivano
la realizzazione della banchina Ronciglio, in quanto ricadente a quella
data all'interno della riserva naturale "Saline di Trapani";
il protocollo
d'intesa sottoscritto nel febbraio del 2005 tra le varie amministrazioni
competenti e le associazioni ambientaliste, è stato platealmente
disatteso;
il 3 giugno
2005 l'Autorità portuale di Trapani ha indetto un ennesimo appalto
relativa ai "Lavori di approfondimento dei fondali portuali, realizzazione
di un piazzale di servizio e completamento della banchina antistante il
distaccamento portuale dei VV.FF" di importo superiore a 5,7 milioni
di euro. Tale progetto prevedeva, incredibilmente, la realizzazione di
un piazzale portuale all'interno della Zona di Protezione Speciale delle
Saline di Trapani;
il 23 giugno
2005 si è registrato l'intervento autorevole del Dipartimento nazionale
della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, che
ha ribadito di non avere mai disposto deroghe alla normativa ambientale,
ed ha sancito il divieto di smaltire le migliaia di metri cubi di rifiuti
di scavo per il colmamento di aree di proprietà privata e la sospensione
delle procedure di gara per l'aggiudicazione dell'appalto per il dragaggio
del porto e l'effettuazione di analisi sui sedimenti di alcune zone del
porto di Trapani;
la Direzione
salvaguardia ambientale del Ministero dell'ambiente e della tutela del
territorio, che si occupa della Valutazione di impatto ambientale (VIA),
per mesi ha consentito l'esecuzione dei lavori senza autorizzazioni e
in assenza del deposito degli studi di impatto, mentre a partire dai primi
di luglio del 2005 ha sollevato numerosi dubbi e perplessità di
merito e di procedura;
i lavori
sono andati avanti lo stesso ed hanno comportato la realizzazione di due
dighe foranee di 450 metri e 350 metri in un tratto di mare dove è
presente un posidonieto, habitat prioritario ai sensi della direttiva
92/43, e di una grande banchina portuale con consistenti movimenti di
terra tutti all'interno della Zona di protezione speciale "Saline
di Trapani";
la Commissione
nazionale VIA per le opere già realizzate si è espressa
in senso favorevole esclusivamente per i tempi di svolgimento delle regate,
a condizione che venisse dato riscontro positivo mediante specifica verifica
di ottemperanza entro e non oltre 6 mesi a numerose e rilevanti prescrizioni,
mentre per l'esercizio ordinario delle opere ha espresso giudizio interlocutorio
negativo, prescrivendo una nuova procedura VIA, e conseguentemente ha
dettato ulteriori prescrizioni e raccomandazioni sia per la fase di svolgimento
delle regate che per minimizzare l'impatto dei lavori realizzati. Inoltre
è stato assoggettato a procedura di valutazione di impatto ambientale
il nuovo piano regolatore del porto;
anche a fronte
dei provvedimenti ministeriali, della conclusione delle regate e della
conseguente cessazione degli effetti dell'ordinanza del Presidente del
Consiglio dei ministri 3377/2004, i lavori sono continuati indisturbati
sino al 22 novembre 2005, data del sequestro del cantiere disposto dalla
Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trapani, e confermato
dal Giudice per le indagini preliminari e dal Tribunale del riesame;
inoltre non
sono state attuate nei tempi previsti le prescrizioni dettate dal Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio. La direttiva 85/337/CEE e
la direttiva 92/43/CEE non prevedono l'esclusione di interventi aventi
le caratteristiche e le finalità delle opere in corso di realizzazione
dal preventivo giudizio di compatibilità ambientale e di valutazione
di incidenza;
tutta l'area
della banchina Ronciglio e tutti i nuovi lavori da realizzare ricadono
all'interno della Zona di protezione speciale "Saline di Trapani"
che, a seguito di recenti pronunciamenti del Giudice amministrativo e
penale, è da ritenere a tutti gli effetti di legge area naturale
protetta e zona sottoposta a vincolo paesaggistico, con la conseguenza
del riesame dei pareri già resi. Si evidenzia, inoltre, che in
corso d'opera sono state realizzate delle varianti al progetto (non sottoposte
a preventivo parere della Commissione VIA) consistenti nella realizzazione
di palificate a tergo della banchina in pile di massi, che hanno comportato
la trivellazione di sedimenti marini senza la preventiva caratterizzazione;
ad oggi i
lavori di completamento strutturale e funzionale (non presi in considerazione
dalla Commissione VIA) delle opere, che sono state solo parzialmente realizzate
in vista delle regate, sono assai consistenti e sulle modalità
esecutive (che costituiscono l'aspetto centrale della VIA per tali opere)
il parere della Commissione non dice nulla, anche se ormai la Direzione
generale salvaguardia ambientale del Ministero dell'ambiente e della tutela
del territorio ha definitivamente disposto che non possono aver corso
ulteriori lavori se non dopo il completamento della nuova procedura VIA;
nel marzo
2006 è scaduto il termine fissato per effettuare la verifica di
ottemperanza alle prescrizioni imposte dal Ministero dell'ambiente e della
tutela del territorio, mentre l'Autorità portuale di Trapani non
ha completato le ricerche ed effettuato tutti gli interventi prescritti
dalla Commissione VIA: basti pensare al monitoraggio sulla limitrofa Salina
Ronciglio, al monitoraggio concordato con l'ICRAM (Istituto centrale per
la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare), della qualità
ambientale ed ecosistemica, alla realizzazione della banca dati e del
connesso portale web, all'elaborazione del Piano di gestione della Zona
di protezione speciale;
alla luce
di quanto sta avvenendo si potrebbero profilare danni erariali e/o ingiusti
vantaggi economici per l'avvenuta realizzazione di nuovi lavori non autorizzati
o non conformi alle prescrizioni impartite,
si chiede
di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano necessario ed urgente:
esprimere
un parere negativo sull'impatto ambientale delle opere sinora realizzate
e di conseguenza non concedere ulteriori autorizzazioni per la ripresa
dei lavori relativi alle opere in esame;
promuovere
l'azione per il risarcimento del danno ambientale connesso con l'esecuzione
dei lavori in difformità alle prescrizioni ministeriali impartite,
e disporre un'azione ispettiva al fine di individuare le opere provvisionali
da realizzare in danno dell'Autorità portuale e dell'impresa esecutrice
per la tutela delle Saline di Trapani e dell'ambiente marino;
sottoporre
a nuova progettazione ogni necessario lavoro relativo alle opere in esame,
che dovrà essere attuativa dell'esito della procedura VIA sul piano
regolatore del porto e dovrà tenere conto della reale contaminazione
dei rifiuti di scavo e dei sedimenti marini e della necessità di
garantire piena tutela della zona di protezione speciale delle Saline
di Trapani;
disporre
un'azione ispettiva sull'operato dell'Autorità portuale di Trapani
e di alcuni uffici del Ministero con specifiche competenze nella vicenda
delle opere appaltate in vista della Coppa America;
promuovere
la revoca del vigente contratto di appalto con le imprese esecutrici,
in quanto il progetto originario non è più eseguibile nei
termini previsti;
nominare
un commissario ad acta per sottrarre agli attuali organi dell'Autorità
portuale di Trapani, i cui vertici e funzionari sono coinvolti nei procedimenti
penali avviati dalla Procura della Repubblica, la competenza sulle opere
avviate per la Coppa America e sulle procedure attuative del piano regolatore
del porto, per il quale da anni si attende l'avvio della VIA;
emanare un
atto di indirizzo per garantire la tutela dell'ambiente nell'azione di
programmazione, progettazione e realizzazione delle opere relative al
porto di Trapani.
(4-00391)
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