da Avvisatore.it
Data pubblicazione: 28/07/2006
Coppa America a Trapani. Quale futuro per i lavori abbandonati?
del Sen Francesco Ferrante (Ulivo)

A questa interrogazione sono stati invitati a rispondere i Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e delle Infrastrutture

- Risultando all'interrogante che:

con ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri del 22 settembre 2004 n. 3377, sono state emanate disposizioni straordinarie per lo svolgimento della pre-regata della trentaduesima Coppa America, svoltasi a Trapani nell'ottobre 2005;

l'11 novembre 2004 l'Autorità portuale di Trapani ha conseguentemente bandito l'appalto per i "Lavori di completamento delle opere foranee - primo stralcio funzionale e di costruzione delle banchine a ponente dello sporgente Ronciglio" dell'importo di oltre 46 milioni di euro, senza attendere le autorizzazioni di legge per gli aspetti di compatibilità ambientale;

il 6 gennaio 2005 i lavori sono stati aggiudicati dall'Autorità portuale di Trapani ad un raggruppamento di imprese con capofila la "Società Italiana Dragaggi spa", nonostante i divieti di legge che non consentivano la realizzazione della banchina Ronciglio, in quanto ricadente a quella data all'interno della riserva naturale "Saline di Trapani";

il protocollo d'intesa sottoscritto nel febbraio del 2005 tra le varie amministrazioni competenti e le associazioni ambientaliste, è stato platealmente disatteso;

il 3 giugno 2005 l'Autorità portuale di Trapani ha indetto un ennesimo appalto relativa ai "Lavori di approfondimento dei fondali portuali, realizzazione di un piazzale di servizio e completamento della banchina antistante il distaccamento portuale dei VV.FF" di importo superiore a 5,7 milioni di euro. Tale progetto prevedeva, incredibilmente, la realizzazione di un piazzale portuale all'interno della Zona di Protezione Speciale delle Saline di Trapani;

il 23 giugno 2005 si è registrato l'intervento autorevole del Dipartimento nazionale della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, che ha ribadito di non avere mai disposto deroghe alla normativa ambientale, ed ha sancito il divieto di smaltire le migliaia di metri cubi di rifiuti di scavo per il colmamento di aree di proprietà privata e la sospensione delle procedure di gara per l'aggiudicazione dell'appalto per il dragaggio del porto e l'effettuazione di analisi sui sedimenti di alcune zone del porto di Trapani;

la Direzione salvaguardia ambientale del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, che si occupa della Valutazione di impatto ambientale (VIA), per mesi ha consentito l'esecuzione dei lavori senza autorizzazioni e in assenza del deposito degli studi di impatto, mentre a partire dai primi di luglio del 2005 ha sollevato numerosi dubbi e perplessità di merito e di procedura;

i lavori sono andati avanti lo stesso ed hanno comportato la realizzazione di due dighe foranee di 450 metri e 350 metri in un tratto di mare dove è presente un posidonieto, habitat prioritario ai sensi della direttiva 92/43, e di una grande banchina portuale con consistenti movimenti di terra tutti all'interno della Zona di protezione speciale "Saline di Trapani";

la Commissione nazionale VIA per le opere già realizzate si è espressa in senso favorevole esclusivamente per i tempi di svolgimento delle regate, a condizione che venisse dato riscontro positivo mediante specifica verifica di ottemperanza entro e non oltre 6 mesi a numerose e rilevanti prescrizioni, mentre per l'esercizio ordinario delle opere ha espresso giudizio interlocutorio negativo, prescrivendo una nuova procedura VIA, e conseguentemente ha dettato ulteriori prescrizioni e raccomandazioni sia per la fase di svolgimento delle regate che per minimizzare l'impatto dei lavori realizzati. Inoltre è stato assoggettato a procedura di valutazione di impatto ambientale il nuovo piano regolatore del porto;

anche a fronte dei provvedimenti ministeriali, della conclusione delle regate e della conseguente cessazione degli effetti dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri 3377/2004, i lavori sono continuati indisturbati sino al 22 novembre 2005, data del sequestro del cantiere disposto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trapani, e confermato dal Giudice per le indagini preliminari e dal Tribunale del riesame;

inoltre non sono state attuate nei tempi previsti le prescrizioni dettate dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio. La direttiva 85/337/CEE e la direttiva 92/43/CEE non prevedono l'esclusione di interventi aventi le caratteristiche e le finalità delle opere in corso di realizzazione dal preventivo giudizio di compatibilità ambientale e di valutazione di incidenza;

tutta l'area della banchina Ronciglio e tutti i nuovi lavori da realizzare ricadono all'interno della Zona di protezione speciale "Saline di Trapani" che, a seguito di recenti pronunciamenti del Giudice amministrativo e penale, è da ritenere a tutti gli effetti di legge area naturale protetta e zona sottoposta a vincolo paesaggistico, con la conseguenza del riesame dei pareri già resi. Si evidenzia, inoltre, che in corso d'opera sono state realizzate delle varianti al progetto (non sottoposte a preventivo parere della Commissione VIA) consistenti nella realizzazione di palificate a tergo della banchina in pile di massi, che hanno comportato la trivellazione di sedimenti marini senza la preventiva caratterizzazione;

ad oggi i lavori di completamento strutturale e funzionale (non presi in considerazione dalla Commissione VIA) delle opere, che sono state solo parzialmente realizzate in vista delle regate, sono assai consistenti e sulle modalità esecutive (che costituiscono l'aspetto centrale della VIA per tali opere) il parere della Commissione non dice nulla, anche se ormai la Direzione generale salvaguardia ambientale del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio ha definitivamente disposto che non possono aver corso ulteriori lavori se non dopo il completamento della nuova procedura VIA;

nel marzo 2006 è scaduto il termine fissato per effettuare la verifica di ottemperanza alle prescrizioni imposte dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, mentre l'Autorità portuale di Trapani non ha completato le ricerche ed effettuato tutti gli interventi prescritti dalla Commissione VIA: basti pensare al monitoraggio sulla limitrofa Salina Ronciglio, al monitoraggio concordato con l'ICRAM (Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare), della qualità ambientale ed ecosistemica, alla realizzazione della banca dati e del connesso portale web, all'elaborazione del Piano di gestione della Zona di protezione speciale;

alla luce di quanto sta avvenendo si potrebbero profilare danni erariali e/o ingiusti vantaggi economici per l'avvenuta realizzazione di nuovi lavori non autorizzati o non conformi alle prescrizioni impartite,

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano necessario ed urgente:

esprimere un parere negativo sull'impatto ambientale delle opere sinora realizzate e di conseguenza non concedere ulteriori autorizzazioni per la ripresa dei lavori relativi alle opere in esame;

promuovere l'azione per il risarcimento del danno ambientale connesso con l'esecuzione dei lavori in difformità alle prescrizioni ministeriali impartite, e disporre un'azione ispettiva al fine di individuare le opere provvisionali da realizzare in danno dell'Autorità portuale e dell'impresa esecutrice per la tutela delle Saline di Trapani e dell'ambiente marino;

sottoporre a nuova progettazione ogni necessario lavoro relativo alle opere in esame, che dovrà essere attuativa dell'esito della procedura VIA sul piano regolatore del porto e dovrà tenere conto della reale contaminazione dei rifiuti di scavo e dei sedimenti marini e della necessità di garantire piena tutela della zona di protezione speciale delle Saline di Trapani;

disporre un'azione ispettiva sull'operato dell'Autorità portuale di Trapani e di alcuni uffici del Ministero con specifiche competenze nella vicenda delle opere appaltate in vista della Coppa America;

promuovere la revoca del vigente contratto di appalto con le imprese esecutrici, in quanto il progetto originario non è più eseguibile nei termini previsti;

nominare un commissario ad acta per sottrarre agli attuali organi dell'Autorità portuale di Trapani, i cui vertici e funzionari sono coinvolti nei procedimenti penali avviati dalla Procura della Repubblica, la competenza sulle opere avviate per la Coppa America e sulle procedure attuative del piano regolatore del porto, per il quale da anni si attende l'avvio della VIA;

emanare un atto di indirizzo per garantire la tutela dell'ambiente nell'azione di programmazione, progettazione e realizzazione delle opere relative al porto di Trapani.

(4-00391)