Coppa America: Trapani promossa
La città siciliana ha dimostrato di poter ospitare un evento di livello mondiale. I numeri del successo

Dopo l'epilogo dei Louis Vuitton Acts 8 e 9 gli equipaggi lasciano la città che fino a ieri era l'invidiata capitale mondiale della vela. Passata la sbornia, Trapani torna a indossare i panni della città "normale", con i suoi problemi di sempre, i suoi interrogativi e le sue speranze legate a un ritorno della Coppa America. A parte l'aria di smobilitazione, il day after trapanese è costellato dai bei ricordi di una manifestazione dai contorni storici (per la prima volta, da quando è stata messa in palio, l'America's Cup è sbarcata in una località italiana), dall'enorme patrimonio d'immagine che ha lasciato, ma soprattutto dai numeri.
Le previsioni parlavano di possibili cifre da record, ma nemmeno gli organizzatori dell'Ac Management (la società che gestisce l'evento velico) avrebbero potuto immaginare un successo dai numeri così elevati. A Trapani, tanto per fare un esempio indicativo, è stato festeggiato il milionesimo visitatore della manifestazione (una signora di Augusta, che ha vinto un giro in barca per assistere alle regate); nei precedenti sette Atti della Louis Vuitton Cup si erano fermati a quota 250 mila.
Il che fa presupporre che, solo nella tappa siciliana, il numero complessivo di visitatori sia stato di oltre 750 mila spettatori, tre volte superiore rispetto ai precedenti appuntamenti. Alla cerimonia di apertura dei Trapani Louis Vuitton Acts 8 e 9 hanno partecipato 21.442 persone, a quella di chiusura quasi 30 mila; nel primo giorno di regata il numero degli spettatori ha superato quota 22 mila, mentre si è arrivati addirittura a 25 mila per la cerimonia di premiazione dei match race, che si è tenuta il 4 ottobre scorso.
Gli organizzatori sono rimasti favorevolmente impressionati anche dal successo del marchio Louis Vuitton Cup e America's Cup, che si è tradotto in vendita massiccia di gadgets, a prezzi peraltro molto alti (un cappellino 24 euro, una polo oltre 50), nel megastore dell'Ac Park. Nonostante le tariffe tutt'altro che popolari, però, in meno di tre giorni, a Trapani sono stati venduti più articoli che nell'intera tappa svedese di Malmoe dell'agosto scorso. Oltre 400 persone sono state coinvolte nell'organizzazione dell'evento, di cui 250 volontari assoldati da marzo fino a settembre (pare, però, che le richieste fossero almeno il triplo). Altrettante barche sono scese in acqua quotidianamente per seguire le regate di match race e di flotta, 40 di esse erano riservate all'organizzazione. È stato di oltre 3 mila il numero complessivo degli accreditati, fra Vip, giornalisti, tecnici e operatori radiotelevisivi (comprese le persone che beneficiavano dei pass giornalieri); 400 in tutti i giornalisti, fra italiani (250) e stranieri (150). Numeri da capogiro che hanno tasformato l'appuntamento trapanese in un vero e proprio evento mediatico, una vetrina forse inimmaginabile alla vigilia.
Passata la sbornia, salutati i team e chi, a vario titolo, ha fornito il proprio contributo alla buona riuscita dei Louis Vuitton Acts di Sicilia, rimangono i problemi di sempre, ma anche la consapevolezza di avere le carte in regola per potere competere alla pari con le capitali mondiali della vela. Una bella soddisfazione.