| La parola d'ordine è: farsi belli.
Trapani attende con impazienza l'arrivo della Coppa America, probabilmente
il più importante avvenimento sportivo mai ospitato in città.
E per ospitare al meglio l'ottavo e nono atto della Louis Vuitton Cup,
che dal 28 settembre al 9 ottobre si svolgeranno nelle acque antistanti,
la città siciliana si è rifatta il trucco come mai prima
d'ora.
Il porto trapanese è stato trasformato radicalmente, grazie a dei
lavori già previsti da un piano di riqualificazione triennale.
È qui che batterà il cuore della manifestazione: l'area
portuale ospiterà gli enormi yacht, le due navi albergo per ospitare
gli equipaggi (mille persone per 700 camere), le basi dei team, gli uffici
dell'organizzazione e i centri per i giornalisti. Ma anche tutte le attività
e le attrazioni legate all'America's Cup nell'Ac Park e cioè boutique,
un maxischermo per seguire le regate, ristoranti, palchi per concerti.
Così, negli ultimi due mesi sulla città è stato appeso
il cartello «lavori in corso», in particolare su tutta la
via Ammiraglio Staiti, il grande asse stradale che fronteggia il porto:
una quindicina i cantieri aperti, con circa 250 operai al lavoro ogni
giorno. Sono stati costruiti moli frangiflutti, dighe foranee e reti fognarie
per raggiungere le nuove strutture. Sono stati demoliti edifici in disuso
nell'area delle antiche mura per far spazio alle costruzioni che dovranno
ospitare le varie attività legate alle competizioni. Sono state
inoltre rifatte le orlature di moli e banchine con la pulitura delle vecchie
bitte e la collocazione di nuove.
Ma i lavori hanno riguardato anche zone della città che non saranno
toccate direttamente dalle regate. Per esempio, la stazione ferroviaria
ha subito un maquillage per l'occasione, e sono state ristrutturate anche
cinque chiese del centro storico in previsione del grande afflusso di
visitatori.
Alessandro Ursic 14.09.2005
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