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Malmoe, via alle regate di flotta.Bertarelli (Alinghi) festeggia dopo l'Act 6
Prende il via venerdì nelle acque svedesi l'Act 7 della Louis Vuitton Cup.
E il pensiero va già alle prove di fine mese a Trapani e alla coppa America del 2007
ApMALMOE (Svezia), 1 settembre 2005 - Gli equipaggi provano gli ultimi ritocchi per le regate di flotta di questo atto sette della Louis Vuitton Cup, prova generale di una coppa America che con la vittoria di Alinghi (nel 2003) è stata spalmata su una dozzina di eventi preparatori. Ernesto Bertarelli, magante italo-svizzero della biotecnologia, è entusiasta di una Coppa un po' zingaresca che va spostandosi dal cuore del Mediterraneo, ai mari del Nord, per chiudere nella calda Sicilia, quando a Milano si indosserà già l'impermeabile. Tutti assicurano il successo garantito di una manifestazione in espansione. Basta allenamenti nascosti o segreti, sì al confronto aperto. Come sempre quando ci sono rivoluzioni tanto profonde la critica del partito conservatore ("prima si stava meglio") si fa sentire.
La Coppa è vuota, è più o meno l'idea di Angus Phillips, storico computer del Washington Post. Riprende un discorso già avviato da Herb McMormick, editore velico, che trova "oscena" la quantità di denaro che è stata spesa per assemblare i team in gara in questi giorni: centinaia di milioni di euro. La difesa al trofeo velico più vecchio del mondo arriva da Bruno Troublé, skipper ai tempi del barone Bich, oggi pur sempre coinvolto nella Vuitton Cup, anche se con un ruolo più defilato. "Tremila ore di televisione nel 2003, 55.000 articoli, più o meno 800 persone assunte a tempo pieno per tre anni, 300 milioni di telespettatori per gli Act del 2004 - scrive Troublé a un sito specializzato - questi sarebbero numeri vuoti?".
Il dibattito è aperto e ognuno generalmente resta sulle proprie posizioni, ma è innegabile che la Coppa stia subendo profonde trasformazioni, quello che sarà fra due anni (prima regata della Louis Vuitton Cup 2007 il 18 aprile) è difficile da indovinare. Anche a Malmoe la risposta è stata buona, anche se pochi hanno rischiato di arrivare fin quassù in un periodo di solito consacrato alle vacanze. Tutti a Trapani, questo è lo slogan lanciato, dove il sole di fine settembre pare renderà felice molte centinaia di ospiti (famosi). Per tutti loro il dibattito non esiste neppure: l'America's Cup è fantastica.