ApMALMOE (Svezia), 1 settembre 2005 - Gli equipaggi provano
gli ultimi ritocchi per le regate di flotta di questo atto sette della Louis
Vuitton Cup, prova generale di una coppa America che con la vittoria di
Alinghi (nel 2003) è stata spalmata su una dozzina di eventi preparatori.
Ernesto Bertarelli, magante italo-svizzero della biotecnologia, è
entusiasta di una Coppa un po' zingaresca che va spostandosi dal cuore del
Mediterraneo, ai mari del Nord, per chiudere nella calda Sicilia, quando
a Milano si indosserà già l'impermeabile. Tutti assicurano
il successo garantito di una manifestazione in espansione. Basta allenamenti
nascosti o segreti, sì al confronto aperto. Come sempre quando ci
sono rivoluzioni tanto profonde la critica del partito conservatore ("prima
si stava meglio") si fa sentire.
La Coppa è vuota, è più o meno l'idea di Angus Phillips,
storico computer del Washington Post. Riprende un discorso già avviato
da Herb McMormick, editore velico, che trova "oscena" la quantità
di denaro che è stata spesa per assemblare i team in gara in questi
giorni: centinaia di milioni di euro. La difesa al trofeo velico più
vecchio del mondo arriva da Bruno Troublé, skipper ai tempi del barone
Bich, oggi pur sempre coinvolto nella Vuitton Cup, anche se con un ruolo
più defilato. "Tremila ore di televisione nel 2003, 55.000 articoli,
più o meno 800 persone assunte a tempo pieno per tre anni, 300 milioni
di telespettatori per gli Act del 2004 - scrive Troublé a un sito
specializzato - questi sarebbero numeri vuoti?".
Il dibattito è aperto e ognuno generalmente resta sulle proprie posizioni,
ma è innegabile che la Coppa stia subendo profonde trasformazioni,
quello che sarà fra due anni (prima regata della Louis Vuitton Cup
2007 il 18 aprile) è difficile da indovinare. Anche a Malmoe la risposta
è stata buona, anche se pochi hanno rischiato di arrivare fin quassù
in un periodo di solito consacrato alle vacanze. Tutti a Trapani,
questo è lo slogan lanciato, dove il sole di fine settembre pare
renderà felice molte centinaia di ospiti (famosi). Per tutti loro
il dibattito non esiste neppure: l'America's Cup è fantastica.
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