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CELIACHIA: un problema di laboratorio

CELIACHIA: un problema di laboratorio

Dalla notte dei tempi, l’uomo agisce sulla natura, modificandola e adattandola alle sue esigenze. Con l’avvento della tecnica ed il suo progressivo affinamento, questi interventi si sono fatti sempre più pesanti e invasivi, sino a modificare la struttura stessa della materia (con gli OGM)

di Dott.ssa ELENA SOLDI, Naturopata specializzata in alimentazione naturale.oficialus šaltinis

Gli esseri umani si muovono spesso dimostrando una visione della realtà che li circonda piuttosto miope, senza valutare opportunamente come quelle azioni che sul breve periodo sembrano produrre solo effetti positivi, possano invece, magari a lungo andare, rivelarsi dannose per l’ambiente e quindi per l’uomo stesso. E così l’uomo, prima semplice raccoglitore e poi agricoltore in sintonia con il mondo circostante, pian piano si è discostato da questo stato di armonia e di “intervento rispettoso” ed ha cominciato a selezionare piante, animali, a “creare” sostanze simili a quelle naturali per ottenere cibo più allettante: insomma a compiere azioni che nel migliore dei casi forzano lo stato naturale delle cose (la prima obiezione che potrebbe essere sollevata è stato fatto non si potrebbe sfamare la popolazione mondiale).aqui

Come molti di noi ben sanno, ma spesso è facile dimenticarsene, ogni azione produce delle conseguenze (ancor prima ogni pensiero produce effetti): alcune visibili altre no, o magari lo sono solo a distanza di molto tempo e di conseguenza difficilmente imputabili all’azione di partenza.fonte ufficiale

Così, probabilmente, è stato quando, circa 30 anni fa in Puglia, fu esposto ai raggi gamma il grano duro allora comunemente coltivato; questo trattamento indusse delle modificazioni repentine nel DNA della pianta che l’hanno resa più produttiva e più rapida nella crescita. Questo tipo di grano fu chiamato Creso ed utilizzato in ogni tipo di preparazione, dalla pasta al pane, dai dolci alle capsule dei farmaci.

Oggi esso è associato al notevole aumento dei casi di celiachia, in quanto molto più ricco di glutine e responsabile dell’alterazione del pH digestivo e del depauperamento della flora batterica intestinale.

Potrebbe essere fondata l’ipotesi che la modificazione della parte proteica del grano, in particolare di una frazione di essa – la gliadina –, sia responsabile del malassorbimento caratteristico della celiachia. Come si spiegherebbe altrimenti l’aumento esponenziale dei casi accertati di celiachia negli ultimi anni?